Oro ieri nella handbike, Mazzone ha un passato da campione di nuoto. E dire che si era ritirato dopo Pechino 2008.

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RIO DE JANEIRO, 15 settembre 2016 – Non solo Alex Zanardi, il ciclismo paralimpico ci ha regalato anche la vittoria di Luca Mazzone nella cronometro handbike categoria H2. Un grande successo per Mazzone, che proprio assieme a Zanardi e Podestà disputerà anche la prova a squadre.

Ma come si è avvicinato l’atleta pugliese al ciclismo? La sua storia è lunga, proviamo a raccontarvela. Innanzitutto, è sempre stato appassionato di nuoto e di mare, ma a soli 19 anni, nel 1990, urtando uno scoglio durante un tuffo rimane ancorato ad una sedia a rotelle. Lesione midollare, ricovero di urgenza a Bari in prognosi riservata, poi il trasferimento a Marsiglia. Dopo qualche anno, sceglie di dedicarsi al nuoto paralimpico. Prima paralimpiade a Sidney 2000, due medaglie d’argento nella categoria S4, sembra destinato a raccogliere allori su allori.

Invece no, va anche ad Atene 2004 e Pechino 2008 ma non sale sul podio, nonostante in mezzo ci siano due bronzi ai mondiali in Sudafrica. Dopo l’esperienza cinese, chiusa con poche soddisfazioni, decide di ritirarsi. Porta avanti altri obiettivi, più legati alla vita che allo sport. Si diploma in ragioneria, mette su famiglia, torna ad una vita più ‘normale’. Poi, nel 2011, la scoperta della handbike, è amore, lo sport torna a fluire nelle sue vene e nella sua mente. Va forte, tanto forte, oro e bronzo al mondiale, trova amici e compagni come Zanardi e Podestà con i quali ottiene successi a ripetizione nelle prove a squadre. Fino a ieri, nella cronometro, solo contro la fatica e solo contro gli avversari. Veloce come il vento, dall’acqua al cemento, per salire ancora sul gradino più alto. 

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