Il plantare computerizzato - Officine Ortopediche Orthogea

(Tecnologia al servizio dei clienti : esperienza decennale con AMFIT)

 

Quel raffinato capolavoro di ingegneria che è il piede, oltre che da ben 26 ossa e da tante piccole articolazioni forti e complesse, è formato anche da vasi venosi, arteriosi, nervi, tendini e legamenti.

L’impiego del sistema AMFIT per la produzione computerizzata CAD-CAM dei plantari su misura, ha uno scopo sia curativo che preventivo ed intende svolgere una funzione educativa nei confronti del pubblico, non solo per svariate patologie che il piede può incontrare, ma soprattutto per gli aspetti preventivi.

E’ ormai risaputo che la cura del piede non solo risolve problemi diretti, ma corregge vizi posturali ed evita molti altri inconvenienti, in particolar modo alle strutture sovra-segmentarie come le articolazioni del ginocchio, anca e colonna vertebrale.

Quanto di seguito descritto non ha la pretesa di essere l’unico sistema di analisi computerizzata possibile, ma una serie di elementi tecnici per apprezzare le qualità del sistema AMFIT per un intervento coerente.

Iter di progettazione del plantare computerizzato AMFIT.

Il normale iter di progettazione di un ortesi plantare prevede i seguenti passi:

visita specialistica che conduce all’emissione della diagnosi. Quindi a secondo della scuola medica seguita, delle esperienze personali, delle esigenze del paziente, si effettua la pianificazione dell’intervento correttivo/compensativo che si materializza nella prescrizione (es. si prescrive plantari in materiale di una certa densità con spinte e scarichi in certi determinati punti ecc.)

–        Interpretazione della prescrizione da parte di chi dovrà fisicamente realizzare l’ortesi.

–        Realizzazione dell’intervento correttivo/compensativo: si sceglie il materiale più adatto, si determina l’esatta forma e posizione rispetto ai punti di repere anatomici, degli elementi che forniscono le spinte /scarichi voluti (gocce, barre, cunei, sostegni, scarichi localizzati) e finalmente l’ortesi viene fisicamente realizzata con uno dei tanti metodi costruttivi a disposizione del tecnico ortopedico.

–        Verifica della rispondenza dell’ortesi realizzata, e periodo di prova, durante il quale possono emergere indicazioni per modificare la stessa.

Uno dei vantaggi del sistema AMFIT è di consentire la verifica della buona rispondenza degli elementi principali del plantare, prima della realizzazione fisica dello stesso.

Infatti il tecnico può mettere a punto la forma, la posizione e l’entità degli elementi principali dell’ortesi (cunei, barre,gocce metatarsali, ecc.) in presenza del paziente, verificando come egli stesso si atteggi sotto l’effetto di questi elementi.

Questo procedimento può essere ripetuto fintanto che l’operatore non è convinto che quanto progettato sia rispondente alle esigenze del paziente.

Raggiunto tale fine il sistema si incarica di “fotografare” l’esatta forma tridimensionale del plantare, e di inviare questi dati ad una fresatrice a controllo numerico, che realizzerà il plantare esattamente secondo le informazioni ricevute.

Il sistema AMFIT si compone di uno scanner digitalizzatore gestito da un software per la lettura tridimensionale del piede (CAD), di una fresatrice a controllo numerico (CAM), di una serie di spessori sagomati che consentono di realizzare fisicamente gli elementi correttivi/compensativi, e da una serie di blocchi grezzi di varie dimensioni e densità da cui vengono fresati i plantari.

L’idea che sta alla base della macchina di misura è quella che, se si riesce a far atteggiare il piede esattamente come sarà supportato dal plantare ideale, basterà rilevare la forma del piede in quelle condizioni, per avere automaticamente la forma del plantare ideale.

La rilevazione della forma avviene tramite dei sensori che vengono spinti a contatto del piede con una pressione uniforme, ma regolabile.

Da programma si possono poi introdurre delle modifiche su tutto il plantare, dalla forma del piede rilevato, allo spessore, al supporto totale della volta, all’innalzamento del tallone.

I dati così ottenuti vengono memorizzati in forma elettronica sia per la fresatrice che realizzerà materialmente il plantare, che per consentire la realizzazione di un secondo paio di plantari, uguali al precedente. I materiali utilizzati sono atossici, ecologici e facilmente lavabili.

In conclusione se fino ad oggi il computer ha dato un buon contributo nella diagnosi delle patologie del piede, un tecnico ortopedico abile e specializzato con l’ausilio di AMFIT, riesce a creare un efficace plantare su misura.

 

Dott. Ennio Vergati

Direttore tecnico delle

Officine Ortopediche Orthogea Group